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Oggi: Feb 09, 2012
 
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Nel 1975, sette persone, tutte con problemi di disabilità fisica, dopo aver vissuto per periodi diversi presso la Comunità di Capodarco, decisero di staccarsi da quella realtà per formare un gruppo autonomo di convivenza.

Il primo motivo di questa scelta riguardava la solidarietà sociale e la partecipazione attiva, culturale e politica, per un cambiamento reale e non solo di opinione, rispetto alla cultura dei pregiudizi sociali che voleva gli handicappati negli istituti, i matti nei manicomi e i diversi ai margini della società. Il secondo motivo aveva il sapore di una prova con se stessi, una prova per dimostrare che le caratteristiche fisiche, anziché limitanti, potevano diventare strumenti propositivi per una battaglia sui diritti civili e una nuova possibilità che non vedesse il "diverso" impoverito dalla sua stessa diversità ma con alternative che potessero potenziare, anziché contenere e compiangere, la differenza.

Il primo obiettivo costruito e raggiunto era rappresentato dalla nostra organizzazione lavorativa che permetteva una autonomia economica nonché una pari dignità sociale alla cittadinanza "sana".

In quel periodo la Comunità era aperta a tutti coloro che avevano bisogno e sceglievano questa esperienza di convivenza proposta, non solo come contenitore, ma soprattutto come possibilità di rottura di schemi tradizionali di vita familiare e collettiva.

Parallelamente al dibattito che si andava sviluppando, a livello nazionale, sul tema della Psichiatria, nel 1976 avviammo un progetto di deistituzionalizzazìone con alcuni medici, operatori sociali e infermieri, dell'Ospedale Psichiatrico di Fermo dando la nostra disponibilità ad accogliere alcuni degenti.

La convivenza con questi utenti imponeva una nuova ed articolata organizzazione interna al Gruppo, il quale diveniva così, al di la di un'auto-consapevolezza, uno strumento "terapeutico" dì trasformazione e di cambiamento.

Questo fu l'inizio di una nuova sensibilità verso il mondo psichiatrico; sensibilità che dal 1983 in poi ha caratterizzato sempre più il Gruppo Famiglia fino a farlo giungere alla attuale strutturazione di Comunità Residenziale per la Salute Mentale.